/ Il Letto
Tuta, amuchina e mascherina: ecco il sesso da Covid 19.

Astinenza. Un piccolo virus è riuscito dove la grande madre Chiesa ha fallito. “Voglio scopà” è il grido unanime che si solleva dalla Roma godona. “Invece no” è la risposta impietosa del Covid 19. L’unico a concedersi quello che ormai è diventato un lusso, e cioè il sesso, è lui, il Trucione. Ci sentiamo quasi tutte le sere. Ieri era particolarmente allegro: “Che hai fatto?” gli chiedo. “Ma sai… niente”.

Cappuccetto rosa. Insisto e inizia a raccontarmi, con una certa soddisfazione, la sua avventura mattutina. Sono giorni che si sente con una sua ex, una tipa tranquilla, “di sicuro negativa al virus” mi vuole convincere. Lui ha ripreso a corteggiarla illudendola di un seguito post-quarantena e invece mira a quello: una botta veloce e via. Ma proprio veloce. La poverina ci casca. Studiano tutto nei minimi dettagli. Alle 10 del mattino lei citofona a casa sua. In ascensore indossa una mantellina rosa impermeabile con il cappuccio, di quelle che vendono i cinesi, lunga fino ai piedi.

Amuchina. Lui l’aspetta con una tuta impermeabile. L’ambiente è completamente igienizzato, aleggia ovunque odore di amuchina. Distesi sul pavimento, all’entrata, ci sono teli di plastica trasparenti, quelli che si usano per coprire il bucato dalla pioggia. Al suono del citofono, lui indossa la mascherina e si infila doppio preservativo “ce l’ho di marmo da un mese” risponde alla mia perplessità sulla tenuta del suo attrezzo. Lascia la porta socchiusa. Lei entra di spalle, si mette in ginocchio sui teli e si consuma l’atto vietato. Il tutto avviene nel minor tempo possibile per non dare tempo al virus di propagarsi e in un silenzio tombale, guai se i vicini sentissero.

Zoom. Finito tutto lei si alza e se ne va, lui corre sotto la doccia: amuchina a go go, anche lì. Dopo un’ora si incontrano su zoom: “è stato bello dice lei”, “Sai... purtroppo sono dovuto venire subito, non è da me” pavoneggia lui.

Non è il solito sesso...