/ Il Letto
Il cruising che piace ai gay

M. è profondamente indeciso. Per essere eccitato è eccitato, ma pagare 150 “rose” per un po’ di sesso con una donna che gliel’ha fatta annusare, illudendolo, non è carino. Alla, fine, però, ci sta. È proprio vero: tira più un pelo… che un carro di buoi. Sceglie il rapporto base. “Non puoi capire - si dispera con le mani nei capelli - il sesso peggiore della mia vita. Niente baci e lei freddissima, come se stesse pensando ad altro”. Vorrei dirgli che noi donne, quando facciamo sesso, pensiamo spesso ad altro. Lo diceva pure Joyce. Ma non voglio dargli un’altra delusione.

Cruising. Per fortuna mi riaccompagna a casa; passiamo davanti Villa Pamphili. “Sai che qui fanno il cruising?”. Io: “cru.. cosa?”. “Ma dai, una che scrive di sesso, non può non saperlo". Non lo so, mi sento un po’ mortificata come quando ti citano un autore e tu non sai chi minchia sia. Ma lui mi illumina: deriva dal verbo inglese to cruise, navigare. Praticamente è l’andar per boschi, pinete e luoghi impervi, spiagge e parcheggi, bagni pubblici o stazioni di servizio, alla ricerca di un piacere veloce. Lo praticano i gay”.

La mappa. Inizio a interessarmi: “Ma dove lo fanno a Villa Pamphili?”. “Vanno nella zona sopra il laghetto. Entrano da via Donna Olimpia, seguono la strada principale che porta al laghetto. La cruising zone inizia proprio nel bosco sulla sinistra. Si va solo la sera, però. Per chi ha voglie diurne, invece, c’è l’rea di servizio Magliana Sud. Gli incontri possono avvenire nei bagni dell’Autogrill o nell’area di sosta alle spalle: c'è un boschetto dove si scopa tranquillamente. Oppure c’è l’area di sosta di via di Mezzocammino. Ci si può andare a qualsiasi ora ma non nelle due mattine in cui c’è il mercato aperto. O, ancora, c’è il parco della Pineta Sacchetti: il casale abbandonato è il luogo della perversione mordi e fuggi. Ci sono, però, delle regole da rispettare”.

(Continua...)